“[La felicità] Cercatela, tutti i giorni, continuamente. Chiunque mi ascolta ora si metta in cerca della felicità. Ora, in questo momento stesso, perché è lì. Ce l’avete. Ce l’abbiamo. Perché l’hanno data a tutti noi. Ce l’hanno data in dono quando eravamo piccoli. Ce l’hanno data in regalo, in dote. Ed era un regalo così bello che l’abbiamo nascosto come fanno i cani l’osso, che lo nascondono. E molti di noi lo fanno così bene che non si ricordano dove l’hanno messo. Ma ce l’abbiamo, ce l’avete. Guardate in tutti i ripostigli, gli scaffali, gli scomparti della vostra anima. Buttate tutto all’aria. I cassetti, i comodini che c’avete dentro. Vedrete che esce fuori. C’è la felicità. […] E anche se lei si dimentica di noi, non ci dobbiamo mai dimenticare di lei. […] Non bisogna mai aver paura di morire ma di non cominciare mai a vivere davvero.”
Ascoltata la vigorosa poesia di Benigni, gli alunni si sono cimentati in un ricalco al contrario...ecco quindi la tristezza di: Chiara: Cacciatela via la tristezza, tutti i giorni, continuamente. Chiunque mi ascolti, ora, la cacci via. Ora, in questo momento stesso, perchè è lì in agguato. Ce l'avete. Ce l'abbiamo. Perché purtroppo ce l'hanno data, a tutti noi. Agnese: Ci fa sentire sconfitti, rassegnati, come se mancasse sempre un tassello al nostro puzzle, siamo soli in mezzo alla gente, siamo tristi, Ci sentiamo scivolare via, piangiamo... Letizia: Non giratevi mai a guradarla, se non trovate un posto buttatela in aria, fatela trasportare dal vento, non dobbiamo essere tristi, mai, neanche nell'ultimo giorno della nostra vita Giorgia: Quando l'avvistate, giratevi di scatto, chiudete tutti gli scaffali, i ripostigli e gli scomparti della vostra anima, cercate di non farla entrare. Però qualche volta, raramente, dobbiamo pensare anche alla tristezza, perché è necessaria per apprezzare di più la felicità.